Hamnet – Nel Nome Del Figlio
Dal premio Oscar® Chloé Zhao, Hamnet – Nel nome del filgio racconta la potente storia d’amore e di perdita che ha ispirato la creazione del capolavoro senza tempo di Shakespeare, Amleto.
Father Mother Sister Brother
FATHER MOTHER SISTER BROTHER è un lungometraggio, attentamente costruito in forma di trittico. Tre storie che raccontano le relazioni tra figli adulti, i loro genitori piuttosto distanti e tra fratelli. Ognuna delle tre parti è ambientata nel presente e ciascuna in un paese diverso. FATHER è ambientato nel Nord-Est degli Stati Uniti, MOTHER a Dublino, e SISTER BROTHER a Parigi. Una serie di ritratti intimi, osservati senza giudizio, in cui la commedia è attraversata da sottili momenti di malinconia.
No other choice – Non c’è altra scelta
You Man-su (Lee Byung Hun), specialista nella produzione di carta con venticinque anni di esperienza, conduce una vita semplice e serena con la moglie Miri (Son Yejin) e i loro due figli. Il lavoro è più di una professione, è ciò che dà forma alla sua identità: “ho tutto quello che desidero” può dirsi con orgoglio. Quando però la sua azienda lo licenzia senza alcun preavviso, la sua vita precipita e rischia di vedere crollare ciò che ha costruito: il mutuo della casa, la serra che cura con passione, le lezioni di ballo con la moglie, perfino il mantenimento dei due golden retriever cui i figli sono legatissimi. Nella disperazione, tenta il tutto per tutto presentandosi alla Moon Paper, l’azienda dove è certo di poter dimostrare il suo valore. Convinto di meritare quel lavoro più di chiunque altro, prende una decisione ben precisa: “Se non c’è un posto per me, troverò un modo per farmi spazio da solo.” Fin dove sarà disposto a spingersi, se non c’è altra scelta?
Ultimo schiaffo
C’è il Natale che tutti conosciamo, quello rassicurante, quello con il presepio, le lucine, l’abete, e poi c’è il Natale di Petra e Jure, decisamente lontano da ogni possibile forma di tepore (sentimentale, spirituale, meteorologico).I due fratelli vivono sottozero, ci sono abituati, ma la gelida temperatura del paesello e dei suoi pochi abitanti comincia a essere un problema: esiste una via di fuga per gente come loro? Esiste un’ipotesi di futuro per una coppia di giovani e scalcagnati tuttofare di montagna? Soldi. Servono soldi. E la provvidenziale scomparsa del cane Marlowe, con relativa garanzia di “lauta ricompensa”, pare promettere meglio dei tanti espedienti quotidiani. Leciti e meno leciti… Dopo Zoran, il mio nipote scemo, Matteo Oleotto continua a misurarsi con i colori placidi e bizzarri della provincia e costruisce un racconto bianco come la neve e nero come i fattacci di cronaca: Ultimo schiaffo. Una partitura (quasi) natalizia dove abitano commedia e tragedia e dove ogni singolo personaggio diventa parte di un rovinoso effetto domino.
La mia famiglia a Taipei
Un racconto tenero e delicato, un caleidoscopio di colori e sensazioni che scalda il cuore. La famiglia della piccola I-Jing torna a Taipei dopo diversi anni. Mentre la madre single fronteggia i debiti gestendo un chiosco in un vivace mercato notturno e la sorella maggiore contribuisce con un lavoretto part-time, la bambina esplora con meraviglia la nuova vita cittadina: le strade, le bancarelle, le luci della metropoli. Ma perché disegna con la mano sinistra? Il nonno non vuole, dice che quella è una mano malvagia. Questo singolare divieto darà il via a una serie di vicende incredibili e inaspettate: con quella mano, I-Jing arriverà a ribaltare le sorti della sua famiglia e a sfiorare un segreto ben custodito. Shih-Ching Tsou, dopo il lungo sodalizio con il premio Oscar Sean Baker (produttore, co-sceneggiatore e montatore del film) firma un esordio potente e indimenticabile, una storia intima e urbana tra tradizione e modernità.
Due cuori due capanne
Alessandra e Valerio non potrebbero essere più diversi.
Lei è una splendida quarantenne libera e indipendente, anticonformista e impegnata nel sociale, femminista convinta e allergica alla convivenza e alle lunghe relazioni. Lui è un coetaneo attraente, sportivo, ma rigido e attento alle convenzioni con una vita semplice, rigorosa e forse abbastanza banale.
Un mattino, le loro strade si incrociano: la chimica è innegabile, la passione travolgente. Poi la sorpresa: lavorano nella stessa scuola. Peccato che lei sia l’idolo dei suoi alunni e lui il preside inflessibile con i ragazzi. Due mondi agli antipodi. Costretti a convivere tra corridoi scolastici e aule piene di adolescenti, saranno pronti a rimettere in discussione tutto ciò in cui credono? Il film è diretto da Massimiliano Bruno, anche autore del soggetto e della sceneggiatura insieme a Andrea Bassi, Damiano Bruè e Lisa Riccardi.
Accanto ai protagonisti Edoardo Leo e Claudia Pandolfi completano il cast Gian Marco Tognazzi, Giorgio Colangeli, Benedetta Tiberi, Francesca Alati, Marco Quaglia, Federica Cifola, Alessia Barela, Francesca Figus, Giulia Mei, Jekesa, Aleph Viola, Betti Pedrazzi e – nel ruolo di se stessi – Carolina Crescentini, Valerio Lundini, Daniele Silvestri.
L'Agente Segreto
Il regista di Bacurau e Aquarius ritorna a Cannes con un thriller politico carico di tensione, ambientato nel Brasile degli anni ’70 e con protagonista Wagner Moura (Civil War, Narcos). Nel 1977, in un Brasile ancora straziato dalla dittatura militare, prende vita la storia di Marcelo. Insegnante quarantenne che, nel lasciarsi alle spalle un passato problematico, arriva nella città di Recife nella speranza di costruirsi una nuova vita e riconnettersi con la sua famiglia. Giunto lì, ben presto si rende conto che la nuova città è molto diversa dal rifugio idilliaco che sperava di trovare. Un racconto teso e avvincente sulla sorveglianza, la paranoia e le ombre del potere.
Reminders of Him – La parte migliore di te
C’era un prima di te, e c’era un durante te. Per qualche ragione, non avevo mai pensato che potesse esserci un dopo di te. Il fenomeno letterario della scrittrice bestseller n. 1 del New York Times Colleen Hoover diventa un film intenso e trasformativo sulla maternità, il perdono e il potere dell’amore per superare anche il più grave degli errori.Dopo un’uscita perfetta con il suo ragazzo, Kenna (Maika Monroe; Longlegs, La Mano sulla Culla) commette un errore insopportabile che la porta in prigione. Sette anni dopo, torna nella sua città natale nel Wyoming, decisa a ricostruire la propria vita e a riconquistare la possibilità di rivedere la figlia Diem, che non ha mai conosciuto. Quando i nonni affidatari di Diem rifiutano con fermezza ogni tentativo di contatto, Kenna trova un’inaspettata compassione – e poi qualcosa di più vero e profondo – in Ledger (Tyriq Withers; HIM, So Cosa Hai Fatto), ex giocatore NFL e proprietario di un bar locale. Ma mentre la loro relazione segreta cresce, aumentano anche i rischi per entrambi, conducendo Kenna verso un nuovo dolore e, infine, verso la speranza di una seconda possibilità.
Gli occhi degli altri
Gli Occhi degli Altri, il film diretto da Andrea De Sica, è liberamente ispirato al celebre delitto Casati Stampa, uno dei casi di cronaca nera più scandalosi dell’Italia del dopoguerra. Il film rievoca l’eccesso e la decadenza di un’epoca attraverso uno sguardo moderno, feroce e carico di tensione. Nell’ambientazione opulenta e selvaggia di un’isola privata, proprietà di un marchese ricchissimo e annoiato, l’arrivo di Elena (Jasmine Trinca) segna l’inizio di una relazione travolgente e pericolosa. Tra giochi di ruolo erotici, voyeurismo, complicità e sfide al limite della morale, i protagonisti si immergono in un rapporto dominato dal desiderio di essere visti mentre trasgrediscono ogni regola.
Ma quando il gioco si trasforma in ossessione, e l’amore diventa un campo di battaglia tra controllo e perdita, tutto precipita. L’equilibrio si spezza in un’escalation di gelosia, manipolazione e violenza che condurrà a un epilogo tragico. Un racconto sul potere dello sguardo e sulla vertigine che nasce quando l’intimità si espone alla scena.
Una storia d’amore malato e di morte.
Nouvelle Vague
Questa è la storia di Godard nel momento in cui gira “Fino all’ultimo respiro” , raccontata nello stile e nello spirito con cui Godard ha realizzato “Fino all’ultimo respiro”.